SentireAscoltare - by Stefano Pifferi
Uomini soli con la propria chitarra, parte prima. Luca Mauri si propone in veste solista dopo essersi fatto apprezzare con I/O e Two Dead Bodies e affida il suo esordio alla portoghese Creative Sources. Un album notturno, umorale nl suo ondeggiare tra chiaroscuri emotivi e maturo nella scelta dei timbri che consegna l'ennesima sfaccettatura di un artista in grado di spaziare su una tavolozza di colori piuttosto ampia. Quella proposta nei 5 lunghi pezzi di Between love and hate tende prevalentemente al nero della notte. Inesorabilmente verrebbe da dire se si considera questo excursus in solitaria come il tentativo di dare voce e spazio ad un mondo più personale e intimo rispetto alle prove in collettivi d'area (grossomodo) improvvisativa. L'impercettibile marea montante di A Quiet Storm, il fingerpicking stralunato di Decline Of A Beautiful Face, la reiteratività ossessiva di Pulse/Loop, le distorsioni catacombali di Choke, il complessivo mood notturno dimosrano che Mauri è in grado di toccare le corde giuste. E non solo metaforicamente. (7/10)
18 gennaio 2009
17 gennaio 2009
Review on "Oltre il Suono"
Oltre il Suono - by Giuseppe Verticchio
Un album piacevole ed equilibrato, realizzato con l'uso esclusivo di chitarra, piatti metallici ed effetti, che alterna e coniuga con efficacia atmosfere dilatate ed eteree d'impronta più "quieta" e ambientale con sonorità che si fanno ora più "aggressive" e distorte, ora più scure e drone-oriented, ora più "pulsanti" e ipnotiche, ora basate su arpeggi e loops d'impronta più discretamente "musicale". A tratti i suoni di piatti (ride, snare, crash...) arricchiscono di suggestioni ritmiche le composizioni, variando le soluzioni, e conferendo ancora maggiore personalità ad una proposta sonora che, grazie anche alla spiccata abilità di Luca Mauri nel riuscire, attraverso il solo uso della chitarra e pochi altri suoni, a creare paesaggi sonori coinvolgenti e talvolta addirittura "accattivanti", riesce a non apparire mai noiosa, banale o eccessivamente anonima. In tempi in cui l'approccio sperimentale in un certo senso un po' "spicciolo" di scegliere un'unica sorgente sonora e cercare di costruire attraverso essa qualcosa di davvero "diverso" ed "originale", ha ormai da tempo palesato i suoi limiti oggettivi, partorendo negli anni passati centinaia di CD tanto poveri di idee quanto anonimi e confondibili l'uno con l'altro, nonchè insignificanti nella sostanza, questo "Between Love and Hate" di Luca Mauri, che pure si "concentra" quasi esclusivamente su suoni di chitarra, si eleva in modo sostanziale dalla "massa", dimostrando che, anche laddove i margini di potenziale innovazione e originalità si fanno sempre più ristretti, una mente davvero "pensante", che abbia anche una particolare sensibilità e significative capacità espressive e tecniche, può ancora "dare" qualcosa di notevole laddove, in molti, hanno già spesso (e piuttosto pigramente aggiungerei...) fallito.
Un album piacevole ed equilibrato, realizzato con l'uso esclusivo di chitarra, piatti metallici ed effetti, che alterna e coniuga con efficacia atmosfere dilatate ed eteree d'impronta più "quieta" e ambientale con sonorità che si fanno ora più "aggressive" e distorte, ora più scure e drone-oriented, ora più "pulsanti" e ipnotiche, ora basate su arpeggi e loops d'impronta più discretamente "musicale". A tratti i suoni di piatti (ride, snare, crash...) arricchiscono di suggestioni ritmiche le composizioni, variando le soluzioni, e conferendo ancora maggiore personalità ad una proposta sonora che, grazie anche alla spiccata abilità di Luca Mauri nel riuscire, attraverso il solo uso della chitarra e pochi altri suoni, a creare paesaggi sonori coinvolgenti e talvolta addirittura "accattivanti", riesce a non apparire mai noiosa, banale o eccessivamente anonima. In tempi in cui l'approccio sperimentale in un certo senso un po' "spicciolo" di scegliere un'unica sorgente sonora e cercare di costruire attraverso essa qualcosa di davvero "diverso" ed "originale", ha ormai da tempo palesato i suoi limiti oggettivi, partorendo negli anni passati centinaia di CD tanto poveri di idee quanto anonimi e confondibili l'uno con l'altro, nonchè insignificanti nella sostanza, questo "Between Love and Hate" di Luca Mauri, che pure si "concentra" quasi esclusivamente su suoni di chitarra, si eleva in modo sostanziale dalla "massa", dimostrando che, anche laddove i margini di potenziale innovazione e originalità si fanno sempre più ristretti, una mente davvero "pensante", che abbia anche una particolare sensibilità e significative capacità espressive e tecniche, può ancora "dare" qualcosa di notevole laddove, in molti, hanno già spesso (e piuttosto pigramente aggiungerei...) fallito.
10 gennaio 2009
Exhibition - la spezia, 16/01/2009

Venerdì 16 gennaio 2009 a La Spezia, Castello di San Giorgio (ore 17.00): inaugurazione della mostra "Nuove Generazioni < 25< 32".
Ho curato la sonorizzazione dell'installazione di Eleonora Rossi. Accorrete numerosi.
On friday 16/01/2009 in La Spezia (Castello di San Giorgio, 5 p.m.) there will be the opening of the collective exhibition "Nuove Generazioni <25<32", i've made the soundtrack for the Eleonora Rossi's installation. Everyone is invited.
5 gennaio 2009
Review on Rocklab
Rocklab - by Daniele Guasco
L’etichetta portoghese Creative Sources non è nuova ad allargare il suo catalogo pescando negli ambienti della musica sperimentale italiana. A questo giro il convocato è Luca Mauri, chitarrista dei bravissimi I/O (gruppo già trattato ampiamente su queste pagine e capace di unire la forza del rock alla libertà espressiva dell’improvvisazione) dai quali prende nettamente le distanze con un lavoro solista indirizzato su terreni più placidi ed estesi, un lavoro, 'Beetween Love And Hate', che si muove in tiepida calma dipingendo un affascinante quadro ambient di impressioni malinconiche, le cui composizioni si caratterizzano per l’ampio respiro (in gioco chitarra, alcune parti di batteria, editing e mixing a cura di Giuseppe Ielasi) e il perfetto dinamismo interno che permette l’estensione degli scenari musicali che vanno ad accogliere l’ascoltatore.
A impressionare è la delicatezza con la quale le note vanno a sovrapporsi costruendo queste architetture sonore, capaci di essere slanciate e distese per tutta la loro durata quanto morbide e ipnotiche.
Tanto di cappello a un lavoro simile.
L’etichetta portoghese Creative Sources non è nuova ad allargare il suo catalogo pescando negli ambienti della musica sperimentale italiana. A questo giro il convocato è Luca Mauri, chitarrista dei bravissimi I/O (gruppo già trattato ampiamente su queste pagine e capace di unire la forza del rock alla libertà espressiva dell’improvvisazione) dai quali prende nettamente le distanze con un lavoro solista indirizzato su terreni più placidi ed estesi, un lavoro, 'Beetween Love And Hate', che si muove in tiepida calma dipingendo un affascinante quadro ambient di impressioni malinconiche, le cui composizioni si caratterizzano per l’ampio respiro (in gioco chitarra, alcune parti di batteria, editing e mixing a cura di Giuseppe Ielasi) e il perfetto dinamismo interno che permette l’estensione degli scenari musicali che vanno ad accogliere l’ascoltatore.
A impressionare è la delicatezza con la quale le note vanno a sovrapporsi costruendo queste architetture sonore, capaci di essere slanciate e distese per tutta la loro durata quanto morbide e ipnotiche.
Tanto di cappello a un lavoro simile.
6 dicembre 2008
Blow-up and Rumore Reviews (italian)
Blow-Up - by Dionisio Capuano
Luca Mauri, in formazione agli I/O e ai TwoDeadBodies e altrove ancora, vede edito dalla lungimirante e attivissima Creative Sources un album di chitarra solista (più qualche effetto e attrezzatura para-musicale). Al secco intrico di funk sperimentale o all'elctro tribal-dark, si sostituiscono strutture sono più dilatate e circolari-espansive, in decay. Trame che si estendono e si autoalimentano in movimenti circolari, iterazioni, loop asimmetrici. Un'evoluzione alta del post-rock isolazionista: il suono della chitarra vive uno spazio grigio e là estende i suoi freddi raggi armonici, in un'atmosfera che vibra di una sottile percussività di piatti, quasi uno sbattere di ali (a quiet storm). Decline of a beautiful face è una desert song che si rifrange su se stessa, nella spirale di una melodia coatta e inceppata, marcendo nella sua iterazione. Se immaginiamo una descrizione drammaticadel mortifero scivolare dall'amore all'odio, lo spartiacque è il beat di Pulse/Loop, segnata da colpi di batteria e dal climax tachicardico del fraseggio. L'esplodere dell'odio passionale e rovinoso si manifesta in Choke, nelle forme di un drone-metal che avviluppa suoni più sottili, accordi che sembrano acustici. Quelli che consumano l'essere fino a ridurlo ad un residuo pulviscolare (All that remains). Siamo oltre gli stili e gli stilemi, pur riconoscibili: codici linguistici padroneggiati per indagare il buco nero dell'anima. (7/8)
Rumore - by Vittore Baroni
Una chitarra elettrica, una pedaliera e alcuni pezzi di batteria bastano a Luca Mauri, membro del quartetto d'improvvisazione I/O con vari trascorsi (post)punk-noise, per dar forma nel debutto solista Between love and hate a cinque intensi soundscape, tra ingorghi di arpeggi ed aerei esercizi microtonali. L'editing digitale accentua vibrazioni profonde e calibra le contenute dissonanze, in un'opera che si apprezza anche per l'assenza di pretenziosità. Il cd esce per la portoghese Creative Sources, con esperto mastering del collega Giuseppe Ielasi.
Luca Mauri, in formazione agli I/O e ai TwoDeadBodies e altrove ancora, vede edito dalla lungimirante e attivissima Creative Sources un album di chitarra solista (più qualche effetto e attrezzatura para-musicale). Al secco intrico di funk sperimentale o all'elctro tribal-dark, si sostituiscono strutture sono più dilatate e circolari-espansive, in decay. Trame che si estendono e si autoalimentano in movimenti circolari, iterazioni, loop asimmetrici. Un'evoluzione alta del post-rock isolazionista: il suono della chitarra vive uno spazio grigio e là estende i suoi freddi raggi armonici, in un'atmosfera che vibra di una sottile percussività di piatti, quasi uno sbattere di ali (a quiet storm). Decline of a beautiful face è una desert song che si rifrange su se stessa, nella spirale di una melodia coatta e inceppata, marcendo nella sua iterazione. Se immaginiamo una descrizione drammaticadel mortifero scivolare dall'amore all'odio, lo spartiacque è il beat di Pulse/Loop, segnata da colpi di batteria e dal climax tachicardico del fraseggio. L'esplodere dell'odio passionale e rovinoso si manifesta in Choke, nelle forme di un drone-metal che avviluppa suoni più sottili, accordi che sembrano acustici. Quelli che consumano l'essere fino a ridurlo ad un residuo pulviscolare (All that remains). Siamo oltre gli stili e gli stilemi, pur riconoscibili: codici linguistici padroneggiati per indagare il buco nero dell'anima. (7/8)
Rumore - by Vittore Baroni
Una chitarra elettrica, una pedaliera e alcuni pezzi di batteria bastano a Luca Mauri, membro del quartetto d'improvvisazione I/O con vari trascorsi (post)punk-noise, per dar forma nel debutto solista Between love and hate a cinque intensi soundscape, tra ingorghi di arpeggi ed aerei esercizi microtonali. L'editing digitale accentua vibrazioni profonde e calibra le contenute dissonanze, in un'opera che si apprezza anche per l'assenza di pretenziosità. Il cd esce per la portoghese Creative Sources, con esperto mastering del collega Giuseppe Ielasi.
4 dicembre 2008
14 novembre 2008
new review [italian only again] - sodapop
Sodapop - Andrea Ferraris
Luca Mauri non è un esordiente ma il chitarrista degli I/O, una delle migliori realtà dell’improvvisazione ragionata che sono emerse negli ultimi anni, dopo aver fornito le credenziali però va detto che questo disco con gli I/O e con il modo in cui Mauri suona nel quartetto c’entra poco o nulla. Mi sentirei di accostare parecchio disco a Justin Broadrick non tanto (e non solo) perché ne sia stato influenzato direttamente, anzi, credo che si tratti più semplicemente di progenitori comuni e di affinità di ragioni "estetiche". Certo un titolo più Godfleshiano di così non si può, ma se proprio vogliamo continuare nel parallelo con Broadrick (che ripeto qui è giusto uno dei colori della tavolozza), direi che questo disco sia più vicino a certe cose di Final e soprattutto a quel piccolo capolavoro dello split su Subrosa che Broadrick condivideva con Hawkins dei Blind Idiot God. Come evidenziato dalle scarne note di copertina e dalla grafica più tetra di quella dei Devil’s Doll, il lombardo usa chitarra che è l’impasto base della pietanza, ma usa anche come condimento ride, rullante crash e giusto un piccolo lavoro di editing. Se l’apertura di A Quiet Storm e la chiusura sono ambient conclamate, Decline Of A Beautiful Face rispolvera quello che presumo sia un amore mai sopito per il chitarrismo di Thurston Moore e di Lee Ranaldo, applicatelo ad una loop-station ed il gioco è fatto. L’unico pezzo che alla lontana può ricollegare Mauri al suo quartetto di provenienza è la quadratissima Pulse/Loop, ma anche in questo caso i colori sono più depressi, la melodia seppur storpia c’è e si sente, come pure nella drone-doomissima penultima traccia, forse l’unica a spostare il fuoco verso ambientazioni più doom-drone da fan di O’Malley e soci. Il disco riesce ad essere vario anche se molto uniforme soprattutto nell’atmosfera, ma si fa ascoltare molto bene sia per il minutaggio che per la scaletta azzeccata (che a volte rappresentano la differenza base fra un disco riuscito ed uno buono ma noioso). Voglio lasciarmi ad un pensierino di fine anno e mi spiacerebbe passar per patriota di un paese del cazzo come questo (dato che: No Government No Country dei CCM più che un pezzo è un imperativo categorico), resta che finalmente la Creative Sources ha iniziato a non limitarsi solo ed esclusivamente all’elettroacustica e in questo cambio, alcuni dei dischi più interessanti sono di "paisà" e Mauri si trova quindi in compagnia di Punck e di Sigurtà con Fhievel.
Luca Mauri non è un esordiente ma il chitarrista degli I/O, una delle migliori realtà dell’improvvisazione ragionata che sono emerse negli ultimi anni, dopo aver fornito le credenziali però va detto che questo disco con gli I/O e con il modo in cui Mauri suona nel quartetto c’entra poco o nulla. Mi sentirei di accostare parecchio disco a Justin Broadrick non tanto (e non solo) perché ne sia stato influenzato direttamente, anzi, credo che si tratti più semplicemente di progenitori comuni e di affinità di ragioni "estetiche". Certo un titolo più Godfleshiano di così non si può, ma se proprio vogliamo continuare nel parallelo con Broadrick (che ripeto qui è giusto uno dei colori della tavolozza), direi che questo disco sia più vicino a certe cose di Final e soprattutto a quel piccolo capolavoro dello split su Subrosa che Broadrick condivideva con Hawkins dei Blind Idiot God. Come evidenziato dalle scarne note di copertina e dalla grafica più tetra di quella dei Devil’s Doll, il lombardo usa chitarra che è l’impasto base della pietanza, ma usa anche come condimento ride, rullante crash e giusto un piccolo lavoro di editing. Se l’apertura di A Quiet Storm e la chiusura sono ambient conclamate, Decline Of A Beautiful Face rispolvera quello che presumo sia un amore mai sopito per il chitarrismo di Thurston Moore e di Lee Ranaldo, applicatelo ad una loop-station ed il gioco è fatto. L’unico pezzo che alla lontana può ricollegare Mauri al suo quartetto di provenienza è la quadratissima Pulse/Loop, ma anche in questo caso i colori sono più depressi, la melodia seppur storpia c’è e si sente, come pure nella drone-doomissima penultima traccia, forse l’unica a spostare il fuoco verso ambientazioni più doom-drone da fan di O’Malley e soci. Il disco riesce ad essere vario anche se molto uniforme soprattutto nell’atmosfera, ma si fa ascoltare molto bene sia per il minutaggio che per la scaletta azzeccata (che a volte rappresentano la differenza base fra un disco riuscito ed uno buono ma noioso). Voglio lasciarmi ad un pensierino di fine anno e mi spiacerebbe passar per patriota di un paese del cazzo come questo (dato che: No Government No Country dei CCM più che un pezzo è un imperativo categorico), resta che finalmente la Creative Sources ha iniziato a non limitarsi solo ed esclusivamente all’elettroacustica e in questo cambio, alcuni dei dischi più interessanti sono di "paisà" e Mauri si trova quindi in compagnia di Punck e di Sigurtà con Fhievel.
7 novembre 2008
first review [italian only] - ondarock
Ondarock - by Michele Saran
Luca Mauri, attuale chitarrista degli I/O e polistrumentista dei Two Dead Bodies, già batterista dei Kokoro Mayikibo e detentore dei progetti personali a nome 00 e Looke, è giunto pienamente alla carriera solista con il suo album di debutto, “Between Love And Hate”, per chitarra, piatti e editing digitale.
Fiore all’occhiello di questa opera prima sono i due mantra “Decline Of a Beautiful Face” e “A Quiet Storm”. “Decline” (12 minuti) è un deliquio sofferto Tim Buckley-iano che si fa dissonante a poco a poco via contrappunti, rimbombi e feedback centellinato, fino a un vero e proprio deterioramento cacofonico. “A Quiet Storm” reitera accordi funebri nei cui interstizi silenti s’inseriscono vibrato ululanti variati per piccoli sovratoni.
Un vago spirito post-rock irrora “Choke”, molto più vicino a un campione di spettro sonico che a una vera e propria composizione, in cui una distorsione drone-doom alla Sunn 0))) dischiude pulviscoli elettronici e miasmi shoegaze, e sfuma nella coda suggestiva di “All That Remains”, un rumoreggiare lontano di folate d’eco metafisico. In “Pulse/Loop”, invece, un pattern ribattente si mischia a scampoli confusi di musique concrete, mentre esalazioni eteree (lisergiche) si sovrappongono al resto quasi a creare un brano nel brano, con colpi sordi da processione gotica.
Uno degli esperimenti d’avanguardia italiana per chitarra più interessanti degli ultimi anni, è un disco idealista dove Mauri eccelle in quasi tutto, dall’istintualità elevata a composizione, all’atmosfera stemperata in passo lento, allo sguardo opportunamente distaccato con cui osserva una chitarra giocata su poche fatali varianti (tra cui gli esilissimi piatti, suonati da lui stesso).
Luca Mauri, attuale chitarrista degli I/O e polistrumentista dei Two Dead Bodies, già batterista dei Kokoro Mayikibo e detentore dei progetti personali a nome 00 e Looke, è giunto pienamente alla carriera solista con il suo album di debutto, “Between Love And Hate”, per chitarra, piatti e editing digitale.
Fiore all’occhiello di questa opera prima sono i due mantra “Decline Of a Beautiful Face” e “A Quiet Storm”. “Decline” (12 minuti) è un deliquio sofferto Tim Buckley-iano che si fa dissonante a poco a poco via contrappunti, rimbombi e feedback centellinato, fino a un vero e proprio deterioramento cacofonico. “A Quiet Storm” reitera accordi funebri nei cui interstizi silenti s’inseriscono vibrato ululanti variati per piccoli sovratoni.
Un vago spirito post-rock irrora “Choke”, molto più vicino a un campione di spettro sonico che a una vera e propria composizione, in cui una distorsione drone-doom alla Sunn 0))) dischiude pulviscoli elettronici e miasmi shoegaze, e sfuma nella coda suggestiva di “All That Remains”, un rumoreggiare lontano di folate d’eco metafisico. In “Pulse/Loop”, invece, un pattern ribattente si mischia a scampoli confusi di musique concrete, mentre esalazioni eteree (lisergiche) si sovrappongono al resto quasi a creare un brano nel brano, con colpi sordi da processione gotica.
Uno degli esperimenti d’avanguardia italiana per chitarra più interessanti degli ultimi anni, è un disco idealista dove Mauri eccelle in quasi tutto, dall’istintualità elevata a composizione, all’atmosfera stemperata in passo lento, allo sguardo opportunamente distaccato con cui osserva una chitarra giocata su poche fatali varianti (tra cui gli esilissimi piatti, suonati da lui stesso).
2 novembre 2008
A quiet storm
Now you can download the first track of "between love and hate" cd following this link (mediafire):
luca mauri - a quiet storm [mp3 : 13.95Mb]
Enjoy it!
luca mauri - a quiet storm [mp3 : 13.95Mb]
Enjoy it!
24 ottobre 2008
CD is finally OUT
Finally i've got it!
"Between love and hate" cd is out NOW on creative sources recordings, from Lisboa, Portugal.
If you want to buy a copy can get in touch with me (luc.mauri AT gmail.com), or look at the creative sources site.
Stay tune for incoming reviews!
thanks
"Between love and hate" cd is out NOW on creative sources recordings, from Lisboa, Portugal.
If you want to buy a copy can get in touch with me (luc.mauri AT gmail.com), or look at the creative sources site.
Stay tune for incoming reviews!
thanks
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